Su di noi

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“CORRIERE DI BOLOGNA”, 5 dicembre 2015

di Massimo Marino

La famiglia agra di ReSpirale al Teatro dei 25

 

“recensito.net”, 2 aprile 2015

di Silvia Mauri

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“LA STAMPA”, Giugno 2014

- Articolo completo.

 

“PAC. Magazine di arte e culture.”, Dicembre 2013

Con quella faccia un pò così: il volto dell’Italia secondo ReSpirale.

 

“Verona è”, febbraio 2012

di Stefano Soarda

Si tratta di una narrazione per impressioni del decennio “interscecolo”, cioè quegli anni 90 sospesi tra due celebri cadute, quella del Muro e delle Twin Towers, e tra due secoli, quello “breve” e il nostro XXI. Tra jingles televisivi, reclames e miti musicali, il celebre discorso del ’94 di Silvio Berlusconi (da cui il titolo dello spettacolo), viene presentato come chiave di volta, rappato dal dj-speaker in una scatenata festa disco in pieno stile anni ’90; è la tragedia di un Paese immobile e asfittico, con una patina di trucco brillante e colorata sulla facciata, un velo di Maya che appena alzato rivela sotto le paillettes giovani esseri umani svenduti sui banchi dei macellai come “genuina carne italiana”. La scenografia, sapientemente agita, si limita minimalmente ad una sorta di cubo di Rubik tricolore.

 

doppiozero.com”, 19 dicembre 2011

di Lorenzo Donati

I quattro attori del collettivo ReSpirale Teatro, in L’Italia è il paese che amo, recitano frammenti di monologhi in soggettiva, in una modalità di scrittura scenica costruita per contrasti grossolani, costantemente commentati da musiche che colorano l’ambiente: una scena di fitness recitata mentre in audio si intervista Falcone, le vittorie mondiali accostate al rumore delle bombe, fino alla scena del titolo: le frasi di Berlusconi del ’94 urlate da un vocalist discotecaro.

 

myword.it”, 14 dicembre 2011

di Renato Palazzi

C’è molta sincerità […] in L’Italia è il paese che amo del gruppo bolognese ReSpirale Teatro, un tentativo di rivisitare la storia degli ultimi anni, da Tangentopoli all’attentato alle Torri Gemelle, con gli occhi di una generazione che quella storia ha soltanto potuto subirla. ReSpirale Teatro ha il pregio di essere l’unica, fra le quattro formazioni selezionate, che provi a esprimere un suo forte punto di vista sull’attuale realtà politica: l’approccio è spigliato, l’andamento sferzante ma un po’ acerbo.

 

iltamburodikattrin.com”, 14 dicembre 2011

di Maddalena Peluso

[…] riflessione sulla contemporaneità, dalla caduta del muro di Berlino al crollo delle torri gemelle. Tangentopoli e le soap opera, Ok il prezzo è giusto e il miracolo italiano, Notti magiche e la guerra in Libano in un lavoro che non manca di suggestioni e belle trovate.

 

klpteatro.it”, 14 dicembre 2011

di Maria Vittoria Bellingeri

L’italia è un paese che amo di Respirale Teatro, denuncia della retrocessione culturale politica e sociale che dagli anni Novanta ha portato a fondo l’Italia. Una caotica esplorazione dell’oggi come meccanismo del cubo di Rubik.

 

il manifesto”, 10 dicembre 2011

di Gianfranco Capitta

Di desiderio di politica e di comprensione parlano invece i bolognesi ReSpirale conL’Italia è il paese che amo, apologo molto corporeo sugli anni novanta, denso di esperienze che corrono in cerca di una formalizzazione.

 

controscene.corrieredibologna.corriere.it”, 10 dicembre 2011

di Massimo Marino

Il bolognese ReSpirale Teatro racconta, per lampi tra la cronaca e la lirica, con interventi di musica a tutto spiano, gli anni che vanno dalla caduta del muro di Berlino al crollo delle torri gemelle. Scorre la nostra storia con i riflessi su giovani coscienze, tra fragili costruzioni che si disfano, abboffate nutritive approntate ai cuccioli dai genitori, insicurezze, in un continuo show, reality show, in uno spettacolo a quiz da guardare inebetiti, in cerca di una felicità banale nella disperazione, per sognare di tornare, felici, tra le cosce di mammà.

 

niuodeon.com”, 10 dicembre 2011

di Antonella Vercesi

Un rapido viaggio sugli anni ’90 partendo dalla ruota della fortuna, passando per le discoteche al neon, insistendo su un’Italia che ha bisogno di valori ed eroi in cui credere. Morale, stare davanti alla tv, non fa bene. Gli attori si impegnano e comunicano un disagio riferito al passato e la volontà di procedere in una direzione positiva futura, hanno forza ed energia.

 

“Hystrio”, ottobre-dicembre 2011

di Claudia Cannella,

Intelligenti, ironici, con un gusto spiccato per il mix di generi e per lo sketch sono i quattro bolognesi della Compagnia ReSpirale Teatro, che si è guadagnata una delle due Segnalazioni speciali. Il loro L’Italia è il paese che amo è una riflessione sulla contemporaneità, dal crollo dei muri a quello delle Twin Towers, declinata in una serrata sequenza di quadri vita dell’Italia anni Novanta a segnare “il ritorno a un teatro politico, declinato al presente con audace e scanzonata freschezza

 

“Tungsteno”, 2 settembre 2011

Di Federico Faggion

‘Per chi ancora vuole amare e difendere il Bel Paese … Un’inondazione di parole, frasi, luoghi comuni, spot, slang … tutto il peggio che ha portato, attraverso il rimbambimento massmediologico, all’attuale Italia
E per chi ancora ci crede e vuole lottare, e gridare forte il dissenso e buttare giù i muri, e guardare il cielo e non Sky, ecco a voi questi 4 ragazzi pieni di energia e talento
Davvero divertente, ben realizzato, con pochi mezzi , molta creatività e un buon testo.

 

“Il Giornale di Vicenza”, 1 settembre 2011

di Alessandra Agosti

La coscienza si addormenta, finché i boati delle bombe non si confondono con quelli del tifo allo stadio. Trasferta al CSC Garage Nardini per “L’Italia è il Paese che amo” di ReSpirale Teatro, segnalato all’ultimo Premio Scenario. In apertura, un muro divide gli spettatori dai quattro attori (Veronica Capozzoli, Antonio Lombardi, Emanuele Tumolo e Luca Serafini, gli ultimi due autori anche dei testi), tutti in divisa. “Se cade siamo liberi. Ma tu ti ricordi come si fa?”, si chiedono. Poi la libertà arriva, quella sfrenata degli anni ’90. Ma è vera libertà? La divisa visibile lascia il posto a quella invisibile che ci tessono addosso i messaggi della tv, la politica, la moda. La coscienza si addormenta, finché i boati delle bombe non si confondono con quelli del tifo allo stadio. Un progetto già solido, molto ben costruito, pieno di energia e di contenuto, tra le cose migliori della serata.

 

“iltamburodikattrin.com”,  13 luglio 2011

di Roberta Ferraresi

L’Italia è il paese che amo di ReSpirale Teatro è un lavoro dichiaratamente di denuncia civile che. L’Italia è il paese che amo di ReSpirale Teatro è un lavoro dichiaratamente di denuncia civile che, accarezzando le mitologie pop degli anni Novanta e mettendone apertamente in luce i rischi che sono oggi davanti agli occhi di tutti, propone un ritratto dell’Italietta goffa, scontenta e televisiva […] La compagnia porta in scena un’idea di teatro dal ritmo compresso, sincopato: quattro performer si avvicendano sul palco, ognuno forte di una decisa specificità (una delle idee davvero distintive del lavoro), a mostrare quel caleidoscopio di contraddizioni e apparenze, speranza e cinismo costruiti da anni di Festivalbar e gite all’Ikea. Qualche trovata scenica fresca e originale incornicia il lavoro di questi quattro attori dalle formazioni profondamente diverse, come l’incipit dello studio, che si inaugura con un muro di cuscini presto calciati tutti in platea. 

 

Motivazione della giuria per l’assegnazione della Segnalazione Speciale al Premio Scenario 2011

L’Italia è il Paese che amo segna il ritorno a un teatro politico, declinato al presente con audace e scanzonata freschezza. Una riflessione sulla contemporaneità che affronta con coraggio il passato recente attraverso un’originale e serrata sequenza di scene e quadri di vita dell’Italia anni Novanta. Un’indagine teatrale che rivela le radici prossime del nostro presente, dove l’illusione di un movimento vorticoso nasconde un sostanziale e asfittico immobilismo. La genuina capacità di prendere posizione e parola si realizza attraverso un linguaggio teatrale multiforme, che sovrappone e monta stili diversi, generi e ambienti abitati da tipi nazionali di immediata riconoscibilità. L’Italia è il Paese che amo segna il ritorno a un teatro politico, declinato al presente con audace e scanzonata freschezza.

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